L’aggressività

Le emozioni sono un elemento chiave per la sopravvivenza e l’evoluzione umana. Le emozioni sono emerse e sono state selezionate durante l’evoluzione umana per garantire la sopravvivenza e un funzionamento psicologico efficace nelle società umane. Attraverso le emozioni, gli esseri umani sono in grado di affrontare meglio i problemi di adattamento a un ambiente in costante cambiamento.

La regolazione emotiva è dunque molto importante nella vita quotidiana di un individuo, soprattutto nelle interazioni sociali. Questo ruolo di regolazione è svolto dall’amigdala, un piccolo agglomerato di nuclei nervosi, che ha sede in una parte interna tra i lobi temporali del cervello. Il ruolo primario dell’amigdala è di facilitare l’adattamento dell’individuo al suo ambiente. Durante la manifestazione di emozioni negativa si ha un aumento dell’attività dell’amigdala, mentre le emozioni con valenza positiva, sono associate alla disattivazione dell’amigdala.

Da un punto di vista biologico ed evolutivo, l’aggressività è considerata uno strumento di sopravvivenza, e in questo frangente comprende l’aggressività difensiva, che prevede la difesa del territorio e della prole; e l’aggressività predatoria, che consente di attivarsi ad esempio nella competizione per il cibo, e quindi assicurarsi la sopravvivenza. Tutti gli altri comportamenti aggressivi che non soddisfano questi criteri sono considerati patologici.

L’aggressività è innescata dalla rabbia, un’emozione innata che è considerata adattiva proprio per gli esempi riportati sopra.

L’aggressività è definita come qualsiasi comportamento che causi danno agli altri e a se stessi. La violenza è un termine circoscritto all’interno dell’aggressione e indica l’inflizione diretta di danni. Il comportamento aggressivo, che spazia da minacce verbali fino a manifestazioni molto più gravi come l’omicidio, è uno dei problemi più difficili da controllare nella società umana.

L’aggressività può essere un comportamento impulsivo o premeditato. Nel primo caso si hanno manifestazioni che sono il risultato di una reazione affettiva a una provocazione, in cui una persona non può resistere a improvvisi istinti aggressivi “innescati” da un’intensa emozione di rabbia. Diversamente, in una dinamica premeditata, l’aggressività  viene pianificata e in questo caso non deriva da una risposta fisiologica.

Alcuni disturbi hanno caratteristiche comuni sia all’aggressività impulsiva che pianificata, come può essere il caso del disturbo di personalità asociale (antisociale). A volte, in un individuo possono coesistere tre caratteristiche diverse: (1) disturbo antisociale di personalità (comportamento antisociale, impulsività, egoismo, insensibilità emotiva, mancanza di empatia e rimorso), (2) machiavellismo (manipolazione, ricatto e sfruttamento degli altri, mancanza di moralità, violazione delle regole sociali a proprio vantaggio); e (3) narcisismo (senso di grandiosità e vaneggiare su potere illimitato, compiacenza e ossessione costante per la propria importanza, bellezza e unicità, richiesta di eccessiva ammirazione, gelosia verso i rivali, arroganza). Queste tre caratteristiche descrivono la cosiddetta “triade oscura”.

In questi individui è spesso presente un conflitto interiore in cui si manifesta mancanza di fiducia in se stessi e senso di fallimento, e per la maggior parte di questi individui, il problema fondamentale è l’incapacità di far fronte all’approvazione o la disapprovazione degli altri. Queste persone non perdonano nessuno, spesso saltano da una relazione all’altra e di solito mostrano aggressività solo nelle relazioni strette (a prima vista, possono sembrare membri di successo della società).

I motivi che portano allo sviluppo di aggressività in un individuo sono molteplici e riconducibili a fattori ambientali e fisiologici. È stata osservata una correlazione tra il volume ridotto dell’amigdala e il comportamento aggressivo, violento e criminale, insieme a una connettività più debole tra l’amigdala e altre due aree del cervello (la corteccia orbito-frontale e la corteccia prefrontale ventro-mediale), la cui attività è stata ridotta. Tali persone sono incapaci di empatia, essendo invece senza scrupoli ed egocentriche, il più delle volte narcisistiche e manipolatrici, incapaci di amare e prendersi veramente cura di qualcuno, e anche incapaci di apprendere esperienziale e provare vergogna, colpa, imbarazzo e rimpianto. Tale comportamento, insieme a un’aggressività altamente espressa, di solito inizia nella prima infanzia, probabilmente sotto l’influenza di fattori genetici e ambientali.

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