L’altra faccia del selfie

L’uso dei social media è sempre più diffuso tra i giovani e si discute molto sui problemi che ne derivano, tra cui lo sviluppo di nuove forme di dipendenza comportamentali. Per questo motivo, l’approfondimento dei meccanismi e processi psicologici che stanno alla base dei comportamenti eccessivi o disfunzionali, legati all’uso dei social media sta suscitando molto interesse.

Una delle attività più popolari associate al loro uso è la condivisione di selfie, un fenomeno che sembra essere complesso nel suo insieme.

L’approvazione delle foto come mezzo per esprimere la propria identità, e ottenere approvazione sociale, ha promosso l’interesse di un nuovo campo di ricerca, in cui potenzialmente sono presenti aspetti quali la valutazione e il confronto dell’aspetto fisico, preoccupazioni relative al proprio corpo, l’oggettivazione e tratti narcisistici.

La teoria dell’oggettivazione è una teoria socioculturale che tenta di spiegare come gli ambienti sociali in cui il corpo è visto come “oggetto estetico”, che deve essere valutato da altri, contribuiscano all’interiorizzazione di ideali del sé falsati (auto-oggettivazione) (Fredrickson & Roberts, 1997).

Si teorizza che interiorizzando tale punto di vista, possa emergere una maggiore autocoscienza riguardo all’aspetto fisico, che si manifesta in livelli elevati di auto-sorveglianza o monitoraggio del corpo. Fredrickson e Roberts (1997) propongono che il monitoraggio e la valutazione continui del proprio aspetto conducano a esiti psicologici negativi tra cui la vergogna del corpo, e di conseguenza il fallimento percepito nel raggiungimento dell’ideale standard di bellezza, l’ansia da apparenza e continuo controllo dell’aspetto.

È stato anche ipotizzato che gli individui con preoccupazione per la propria apparenza fisica e ansia da apparizione percepiscano l’approvazione degli altri attraverso i “Mi piace”, “Kudos” o altre forme di notifica, e che queste attività generino un feedback positivo di ricompensa in cui tali individui hanno la percezione che la propria popolarità cresca. L’opportunità di aumentare la propria presenza online, e monitorare la propria popolarità attraverso feedback positivi potrebbe innescare un ciclo di feedback ricompensa, un comportamento che funge da base per la dipendenza da social media.

La diffusione di contenuti generati dagli utenti (es. selfie, video, post, storie), non solo aumentano le informazioni e immagini personali autopubblicate ma facilitano le opportunità di autopromozione e ricerca d’attenzione. A questo proposito, esplorando i meccanismi psicologici alla base del comportamento dei selfie sono stati descritti fattori quali l’autopresentazione, la pressione sociale, la ricerca d’attenzione, e il senso d’appartenenza (Nadkarni e Hofmann 2012).

Le persone particolarmente orientate al confronto (ad es. adolescenti, narcisisti) appaiono inoltre frequentemente coinvolte nell’editing di selfie, mossi dal desiderio di un’autopresentazione online ottimizzata, e sono di conseguenza impegnate in comportamenti di selfie e nell’uso dei social più frequenti.

I social media offrono l’ opportunità di mostrare grandiosità individuale, fenomeno che porta la letteratura scientifica ad interessarsi al legame tra narcisismo e presenza online. I social media rappresentano ambienti ideali per raggiungere obiettivi narcisistici data l’opportunità di controllare l’autopresentazione su tali piattaforme. È stato osservato che i narcisisti tendono a essere utenti più “attivi” (creando più contenuti, più impegnati nella pubblicazione di post e commenti, “mi piace”, e caricamento di foto) e studi condotti in questo ambito identificato il narcisismo come un importante fattore in grado di predire le pratiche selfie sui social media. Halpern, Valenzuela e Katz (2016) hanno suggerito che i selfie potrebbero avere un effetto di auto-rafforzamento per cui i narcisisti fanno spesso selfie per mantenere una visione positiva di se stessi, il che a sua volta aumenta i loro livelli di narcisismo. È importante però fare una distinzione sui tratti narcisistici. Esistono due distinti profili: il narcisismo grandioso (o narcisismo “evidente” o “overt”) che riflette i tratti di grandiosità ed è tipico degli individui che cercano ammirazione, mostrano alta autostima, esibizionismo, dominio e arroganza (Miller e Campbell, 2008; Wink, 1996) e il narcisismo vulnerabile (o narcisismo “nascosto” o “covert”) che invece caratterizza gli individui con bassa autostima, senso insicuro di grandiosità, vergogna e ipersensibilità alla valutazione da parte degli altri (Dickinson e Pincus, 2003; Pincus e Roche, 2011).

È stato evidenziato che livelli più elevati di narcisismo grandioso-esibizionista e livelli più bassi di autostima sembrano essere associati alla pubblicazione di più selfie, specialmente tra le donne (March e McBean, 2018). Inoltre, il narcisismo grandioso sembra associato alla pubblicazione di più selfie e all’esperienza di effetti più positivi quando si scattava un numero maggiore di selfie (McCain et al., 2016). Al contrario, il narcisismo vulnerabile sembra associato a un effetto negativo quando si scattano selfie. Anche se un’associazione tra tendenze grandiose/esibizioniste e comportamenti di selfieposting sembra essere coerente con molti risultati di studi su più campioni (Singh, Farley e Donahue, 2018), questi risultati dimostrano comunque che il comportamento di pubblicare selfie è un fenomeno multidimensionale e multifattoriale, e non associato in modo univoco a tratti narcisistici della personalità.

Referenze:

Dickinson, K. A., & Pincus, A. L. (2003). Interpersonal analysis of grandiose and vulnerable narcissism. Journal of Personality Disorders, 17, 188–207.

Fredrickson, B. L., & Roberts, T. A. (1997). Objectification theory: Toward understanding women’s lived experiences and mental health risks. Psychology of Women Quarterly, 21(2), 173–206.

Halpern, D., Valenzuela, S., & Katz, J. E. (2016). “Selfie-ists” or “Narci-selfiers”?: A crosslagged panel analysis of selfie taking and narcissism. Personality and Individual Differences, 97, 98–101. https://doi.org/10.1016/j.paid.2016.03.019.

March, E., & McBean, T. (2018). New evidence shows self-esteem moderates the relationship between narcissism and selfies. Personality and individual differences, 130,107–111. https://doi.org/10.1016/j.paid.2018.03.053.

McCain, J. L., Borg, Z. G., Rothenberg, A. H., Churillo, K. M., Weiler, P., & Campbell, W. K. (2016). Personality and selfies: Narcissism and the Dark Triad. Computers in Human Behavior, 64, 126–133.

Miller, J. D., & Campbell, W. K. (2008). Comparing clinical and social-personality conceptualizations of narcissism. Journal of Personality, 76, 449–476.

Nadkarni, A., & Hofmann, S. G. (2012). Why do people use Facebook? Personality and Individual Differences, 52(3), 243–249.

Pincus, A. L., & Roche, M. J. (2011). Narcissistic grandiosity and narcissistic vulnerability. In W. K. Campbell, & J. D. Miller (Eds.). Handbook of narcissism and narcissistic personality disorder (pp. 31–40). New York: Wiley.

Singh, S., Farley, S. D., & Donahue, J. J. (2018). Grandiosity on display: Social media behaviors and dimensions of narcissism. Personality and Individual Differences, 134, 308–313.

Wink, P. (1996). Two faces of narcissism. Journal of Personality and Social Psychology, 61, 74–94.

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