Non poteva andare diversamente

Quante volte ci siamo detti: “Avrei dovuto dire…”, “Se solo fosse accaduto…, allora sarebbe andato diversamente”, “Se solo fosse diverso (o diversa), allora avremmo potuto…”, “Se solo avessi capito prima, allora…”?

Quando facciamo simili affermazioni, ci stiamo ingannando con l’idea che una situazione poteva andare diversamente, e a questo pensiero, veniamo investiti dalla nostalgia, dal senso di colpa, dal giudizio, o veniamo pervasi dal rimpianto di non aver agito diversamente o di non aver perso occasioni importanti.

La realtà è che nulla poteva essere diverso, altrimenti lo sarebbe stato. In ogni istante della vita siamo equipaggiati con un “set di strumenti” (unici e irripetibili) che ci consentono di affrontare quella precisa situazione.

Le cose che diciamo, ogni decisione che prendiamo o comportamento che assumiamo sono sempre commisurate alle nostre conoscenze, alle nostre emozioni, alla nostra capacità di agire e reagire, e a alla circostanza unica e irripetibile che stiamo vivendo. In quel momento non avremmo potuto fare di meglio, altrimenti lo avremmo fatto.

Quando a posteriori valutiamo le nostre reazioni, e pensiamo che avremmo voluto reagire o comportarci diversamente, siamo già in una situazione diversa. Nel momento in cui stiamo facendo la valutazione di quanto accaduto, le circostanze, e soprattutto il nostro stato d’animo, sono cambiati, così come altri elementi, e stiamo utilizzando un “set di strumenti” diverso rispetto al precedente. Per questo motivo dovremmo imparare ad abbandonare il pensiero che un evento del passato avrebbe potuto essere diverso: nulla poteva andare diversamente!

Capire questo non solo è importante per imparare a lasciare andare situazioni o eventi dolorosi che non sono ormai più sotto il nostro controllo, poiché appartengono al passato, ma è importante soprattutto per accettarsi e perdonarsi, evitando il giudizio.

Il lasciar andare, l’accettazione e il perdono sono tre punti fondamentali per imparare a corredare meglio la nostra “cassetta degli attrezzi” e capire come agire (o reagire) diversamente in situazioni dove le emozioni prendono il sopravvento impedendoci di agire come vorremmo.

— Per prima cosa è importante comprendere i nostri comportamenti reattivi. La maggior parte delle volte (o “sempre”, oserei dire in assenza di consapevolezza) le nostre azioni in situazioni di stress sono delle reazioni impulsive che tendiamo a ripetere in modo sistematico. Per contrastare questi meccanismi impulsivi possiamo imparare a porci delle domande: La mia reazione alla situazione è un comportamento consapevole o sto reagendo a uno stato emotivo che mi ha sopraffatto? Che cosa attiva la mia reazione? Quali sono i segnali che mi indicano che sto per reagire in modo impulsivo? Come posso anticipare questo comportamento per evitarlo in futuro?

— Altrettanto importante è lasciar andare le prese di posizione. A volte si fanno cose, non perché davvero si vuole, ma per modelli educativi e sociali che ci hanno condizionato facendoci credere che quella è la cosa giusta da fare. Molte persone vivono all’interno di schemi molto rigidi privi di sfumature di grigio, e questo condiziona le loro scelte al punto di sentirsi sempre in dovere di fare qualcosa piuttosto che spinti dal piacere o dal desiderio reale. Un’analisi a posteriori può evidenziare la discrepanza tra le azioni compiute e quello che invece avremmo desiderato veramente. Di fronte ad una scelta è importante chiedersi: Che cos’è più importante per me in questo momento ai fini del raggiungimento del mio obiettivo, i miei principi, i miei desideri o ciò che è più importante per il mio benessere? Credo davvero fino in fondo a quanto affermo o ciò è il frutto di stili di comunicazione e abitudini acquisite negli anni che non mi appartengono?

— Evitare la passività. Spesso subiamo situazioni o lasciamo che facciano il loro corso senza intervenire per l’incapacità di comunicare in modo chiaro i nostri bisogni, o perché siamo incapaci di prendere una decisione tempestivamente. Questa passività ci porta ad accumulare insoddisfazione e risentimento che a lungo termine può sfogarsi in manifestazioni di rabbia o insofferenza. Molti preferiscono non affrontare il confronto per timore di essere feriti o rifiutati, e di conseguenza non esprimono con chiarezza cosa vogliono al momento giusto. Di conseguenza, quando il momento di confronto inevitabilmente arriva, lo si affronta dopo aver accumulato insoddisfazione per lunghi periodi e si sfoga irrazionalmente e irragionevolmente la frustrazione dicendo cose di cui ci si pente. Per imparare a gestire sfoghi di rabbia incontrollata è importante imparare a comunicare i nostri bisogni o desideri al momento adeguato. Esprimi chiaramente quali sono i tuoi bisogni al momento opportuno? Hai comunicato in modo aperto e trasparente? Ti sei assunto la responsabilità della tua comunicazione?

— E infine, è fondamentale imparare a riconoscere i propri desideri da ciò che proiettiamo. A volte inconsciamente vediamo o cerchiamo aspetti in un’altra persona che non esistono, poiché sono solo il frutto di proiezioni, così facendo alimentiamo l’aspettativa di poter vivere certe esperienze con una persona che in realtà non è chi vogliamo che sia.

È importante ricordare sempre che possiamo compiere azioni solo al presente. Il passato può solo insegnarci che se qualcosa non ha funzionato è perché fino a quel momento non siamo stati in grado di comprendere pienamente le nostre reazioni, le nostre scelte e i motivi che le hanno mosse. Nulla poteva andare diversamente, ma con la consapevolezza puoi imparare a controllare le tue azioni.

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